La prima notte di nozze – Racconto Incesto Suocera

Si sa che il vino è uno strumento di seduzione: ma forse chi lo ha detto non pensava all’utilizzo che ne ho fatto io.

La colpa è un po’ di mia figlia Giovanna: perché si è andata a scegliere un marito più giovane di lei? Probabilmente qualcosa da me ha preso, almeno in fatto di gusti per gli uomini. Visto che anche a me piacciono gli uomini più giovani, molto più giovani.

E così siamo arrivati a un matrimonio organizzato e celebrato fin troppo di corsa: forse Giovanna ha paura che il suo ragazzino si renda conto che sta sbagliando a mettersi con una donna più vecchia e si dia a una precipitosa fuga.

La festa, in un casale di campagna, è stata allegra e informale, con la maggior parte degli invitati che avevano alzato fin troppo il gomito, complice il caldo e la disponibilità di ottimo vino. Anche lo sposo sembrava aver esagerato: tanto che cominciava a ciondolare, dicendo frasi senza senso e rischiando di mettere in imbarazzo tutti, lui compreso.

Avevo avuto pietà di mia figlia e mi ero offerta di accompagnarlo nella camera che avevano riservato agli sposi per la prima notte di nozze nel casale. Si era appoggiato alla mia spalla salendo le scale: per fortuna era magro, altrimenti non sarebbe stato semplice evitare una caduta rovinosa.

Arrivati in camera lo avevo fatto stendere sul letto e avevo aperto la finestra: un po’ d’aria, anche se calda, gli avrebbe fatto bene. Poi ero passata in bagno, per inumidire un asciugamano con acqua fredda e glielo avevo sistemato sulla fronte: rimedio utile per la febbre, ma anche per recuperare un po’ di lucidità dopo una sbronza.

Lungo tutto il tragitto i complimenti e i ringraziamenti, anche se un po’ confusi, si erano sprecati: per come ero gentile e per come ero bella, tanto che tutti gli amici gli invidiavano sia la moglie che la suocera.

E i suoi sproloqui erano continuati anche a letto: le donne della mia età hanno un fascino unico, sono capaci di sedurre con uno sguardo o anche solo con un sorriso. A metà di una frase si era interrotto bruscamente: mi ero girata per vederlo addormentato come un sasso, ormai vinto dai fumi dell’alcool.

A parte la giovane età, non sapevo cosa in effetti mia figlia ci aveva trovato: Fabio infatti era secco secco, con pochi capelli e con un paio di occhiali spessi. Non certo un sex symbol. Ma forse aveva qualche pregio ben nascosto.

Gli avevo levato le scarpe e slacciato il primo bottone della camicia: per fortuna giacca e cravatta erano già state tolte. Poi ero passata ai pantaloni, slacciando la cintura e i bottoni. E avevo scoperto la dote, nemmeno troppo nascosta.

In effetti una bella dotazione, soprattutto in lunghezza: considerando anche che era completamente a riposo. La dimensione era normale, ma con quella specie di serpente gli orgasmi erano assicurati. Mi ero lasciata prendere dalla voglia: in fondo stava dormendo, da ubriaco, quindi non si sarebbe accorto di nulla.

Avevo cominciato con una sega, senza ottenere un grande risultato: allora ero passata alla bocca. Anche se non eretto, non era semplice avvolgerlo tutto: se fosse stato duro mi sarebbe arrivato fino in gola. E, in effetti, cominciava ad aumentare di consistenza.

Fabio sembrava ancora immerso nel sonno, mentre il suo cazzo cresceva di lunghezza e di durezza: probabilmente stava facendo un sogno erotico e quindi potevo approfittare della situazione.

Ero abituata a buoni calibri, ma la sua lunghezza mi spaventava un poco: però sarei stata sopra e avrei dettato io il ritmo. Che necessariamente avrebbe dovuto essere rapido: non avevamo chissà quanto tempo prima che a qualcuno venisse in mente di venire a vedere come stava lo sposo.

Dopo un po’ di lavoro di bocca il suo pene aveva raggiunto la consistenza giusta: mi ero messa a cavalcioni, limitandomi a sollevare il vestito e spostare gli slip, per non perdere tempo. E me lo ero fatto scivolare dentro.

Forse non era al meglio delle sue possibilità, ma il cazzo di Fabio era veramente notevole: riusciva a toccare dei punti a cui difficilmente altri erano arrivati. Cercavo di muovermi piano, per non svegliarlo e per non fare troppo rumore. Ma la voglia di cavalcare si faceva sempre più forte.

Avevo aumentato il ritmo, cercando di non perdere l’equilibrio e controllando sempre che non si svegliasse: sarebbe stato imbarazzante davvero, anche se avrei potuto far ricadere la colpa sui fumi dell’alcool.

La velocità e quel cazzo lungo e ormai duro stavano per farmi godere: avevo aumentato la forza delle spinte, sentendo l’orgasmo che si avvicinava. Decisamente in fretta: peccato, mi sarebbe piaciuto provarlo in più posizioni, ma non c’era il modo e il tempo.

Avevo sentito le pareti della vagina iniziare a contrarsi ritmicamente e in pochi secondi era finito tutto: breve ma intenso e soprattutto inaspettato. Ora dovevo solo alzarmi e rivestirlo.

Proprio in quel momento avevo sentito le sue mani che mi bloccavano i fianchi, non lasciando che mi muovessi. E il cazzo all’interno della mia vagina aveva iniziato a vibrare, prima di riempirmi di sperma, con spinte potenti, che erano riuscite a procurarmi un altro veloce orgasmo.

Ero rimasta immobile, attendendo che Fabio si svegliasse e mi dicesse qualcosa: ma le sue mani avevano abbandonato i miei fianchi, per ricadere accanto al corpo. E non aveva aperto gli occhi e nemmeno emesso un singolo suono.

Forse dormiva ancora ed era arrivato alla fine del suo sogno erotico: mi ero alzata lentamente, cercando di non far colare lo sperma sul letto ed ero corsa in bagno, per sistemarmi e recupeare un altro asciugamano con cui eliminare tutte le tracce del rapporto.

Alla fine gli avevo rimesso l’uccello nei boxer e avevo sistemato i pantaloni: Fabio continuava a dormire e io avevo tirato un sospiro di sollievo. 

Prima di scendere dagli invitati mi ero voltata ancora una volta a guardarlo, per essere sicura che fosse tutto in ordine: e, nella luce della luna, ero sicura di averlo visto sorridere.

Se ti è piaciuto questo racconto erotico, puoi leggere anche: