Qualche mese fa ho iniziato a dedicarmi un’attenzione speciale: un massaggio rilassante alla settimana. Ho seguito le indicazioni delle amiche per trovare un buon massaggiatore ed in effetti Enzo ha le mani d’oro. Non sono però riuscita a scoprire se abbia anche qualche altra qualità, perché si è sempre dimostrato molto professionale.
Peccato, ma mi sono comunque goduta i massaggi, che fanno bene allo spirito e al corpo: e questa settimana ho fissato la seduta di venerdì, in modo da arrivare in piena forma e di buon umore al fine settimana.
Ho seguito la mia routine, spogliandomi e sistemandomi sul lettino, pronta a godermi una mezz’ora di piacere. La voce alla mie spalle mi fa trasalire: decisamente non è Enzo, se nel frattempo non è diventato una donna.
“Buongiorno, sono Elisa, oggi sostituisco Enzo che ha un impegno. Quando vuole possiamo cominciare”
Mi giro per vedere la mia massaggiatrice: una bella ragazza dai capelli rossi, sulla trentina. Sembra aspettare che le dica qualcosa per cominciare.
“Sono sicura che Enzo ha scelto benissimo: ma dammi del tu, che viene più semplice.”
Elisa sorride e mi si avvicina, mentre io mi rilasso nuovamente, in attesa del tocco delle sue mani. Che si rivela diverso da quello a cui sono abituata: deciso, ma con una delicatezza che probabilmente solo noi donne possiamo avere.
Il massaggio inizia dalle spalle, per scendere lungo la schiena, fino al limite degli slip: non mi piacciono quelli monouso, quindi indosso sempre i miei, che questa volta sono rossi e leggermente trasparenti.
Prima di scendere sulle gambe Elisa mi massaggia le braccia, prima una e poi l’altra: c’è un’intenzione particolare nel suo tocco, qualcosa che sta accendendo la mia fantasia. O, forse, è semplicemente il fatto che è la prima volta che una donna mi massaggia.
Elisa torna dietro di me e inizia a massaggiare i piedi: con cura e attenzione, come se cercasse di sciogliere la tensione, soprattutto a sinistra. Fa scivolare le mani fino alla caviglia, poi fa qualcosa che decisamente non mi aspettavo: solleva il piede e appoggia la pianta all’altezza del seno, in modo che possa spingervi contro.
È un contatto strano: riesco a sentire il calore della sua pelle sotto il camice e questo non fa che aumentare la sensazione che provo da quando è iniziato il massaggio. Eccitazione: la conosco bene, ma non mi era mai capitato in una situazione simile.
Mi viene naturale assecondare la sua pressione, mentre le sue mani scivolano lungo il polpaccio. Dopo qualche minuto fa lo stesso con l’altra gamba: e io comincio a essere accaldata, nonostante non abbia indosso praticamente nulla.
“Dovrei abbassare gli slip, per poter massaggiare meglio i glutei e ridurre la contrattura alla bassa schiena.”
Le faccio cenno di fare pure: in realtà Enzo mi ha sempre massaggiato sopra l’intimo, ma oggi il massaggio sembra voler significare qualcosa di diverso. È una sorta di preliminare, uno dei più piacevoli che mi sia mai capitato di provare.
Le mani di Elisa sui glutei sono prima delicate, poi più decise: lentamente fa scendere non solo l’altezza del massaggio, ma anche quella degli slip, che ormai sono a mezza coscia. E passa a toccarmi l’interno delle gambe, pericolosamente vicino alla mia vagina: se si avvicina solo un po’ di più, si potrà facilmente accorgere di quanto sono eccitata. Cerco di respirare a fondo per calmarmi.
“Sai che ha un buon profumo?”
Non è un errore, anche perché si è avvicinata ancora di più con mani e corpo alla mia figa: è a lei che si riferisce. E, visto che la tecnica di respirare non funziona, decido di assecondarla: possiamo giocare in due a questo gioco.
“Ti piace? È il suo profumo naturale: perché non provi se ti piace anche il sapore?”
Spero di non avere esagerato, ma i segnali che ho colto sono quelli giusti: sento la mano di Elisa che si intrufola tra le cosce e passa le labbra, per infilare un singolo dito all’interno della vagina. Non riesco a trattenere un gemito: non mi ero resa conto di quanto sono eccitata.
Esplora l’interno della mia figa per un po’, con attenzione, poi estrae il dito: mi giro in tempo per vedere che se lo porta alla bocca e lo succhia, con un’espressione decisamente soddisfatta.
Tanto che decide di avere anche il resto: le sue mani sono forti, mi spinge a girarmi sul lettino, in modo che sia il mio seno che la mia vagina sono in bella vista. E si china su di me, quasi famelica.
Dedica un po’ di attenzione ai seni: che sono piccoli ma sodi. Li succhia avidamente, mordicchiando i capezzoli, mentre con la mano è tornata a esplorare la vagina, passando dal clitoride alle labbra, con qualche puntata all’interno.
Poi la bocca comincia a scendere lungo l’addome, con una serie di baci e di leccate. Ci mette poco per arrivare al pube: e qui si fa decisamente più audace. Mi sfila gli slip, lasciandoli cadere sul pavimento, e mi apre le gambe. Sembra soddisfatta dello spettacolo, mentre io sono sempre più impaziente di sentirla passare all’azione.
Mi fa scivolare verso il bordo del lettino e si mette la mia gamba destra sulla spalla: finalmente sento le sue labbra sul clitoride, proprio come avevo sperato fin dall’inizio di questo gioco.
È molto abile a cambiare ritmo, leccare, succhiare e spostarsi giusto in tempo per non farmi arrivare all’orgasmo troppo presto. Mi sta facendo letteralmente impazzire, tanto che afferro un lembo del telo e lo metto in bocca, per attutire il volume dei miei gemiti.
A un certo punto mi sembra di esplodere: con la mano libera le prendo la testa, immergo la mano nei capelli e la tengo ferma sul clitoride, sperando che capisca. Elisa capisce e aumenta il ritmo con la lingua: colpi secchi, decisi, che mi portano rapidamente a godere e riempirle la bocca con i miei umori.
Mentre io cerco di mettere a fuoco, la vedo che si alza soddisfatta, asciugandosi la bocca sul retro della mano: peccato che la mia mezz’ora sia finita, perché l’avrei assaggiata volentieri.
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